Decalogo S.I.M.L.A. sulla valutazione del danno biologico (2001)

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Decalogo S.I.M.L.A. sulla valutazione del danno biologico (2001)

Valutazione del danno biologico - Maura Belviso medico legale Roma
  1. Il danno biologico consiste nella menomazione permanente e/o temporanea dell’integrità psico-fisica della persona, comprensiva degli aspetti personali dinamico-relazionali, passibile di accertamento e di valutazione medico-legale ed indipendente da ogni riferimento alla capacità di produrre reddito.
  2. la valutazione del danno biologico è espressa in termini di percentuale della menomazione all’integrità psico-fisica, comprensiva della incidenza sulle attività quotidiane comuni a tutti.
  3. Nel caso in cui la menomazione stessa incide in maniera apprezzabile su particolari aspetti dinamico-relazionali personali, la valutazione è completata da indicazioni aggiuntive, da esprimersi in forma esclusivamente descrittiva.
  4. La valutazione del danno biologico permanente deve essere formulata dopo la stabilizzazione dei postumi, tenendo anche conto degli elementi prognostici aventi carattere di certezza o di elevata probabilità.
  5. La valutazione dovrà indicare se il danno biologico permanente può essere modificato dall’applicazione di ortesi e/o di protesi e di idonei trattamenti.
  6. La valutazione del danno biologico permanente deve tener conto dello stato anteriore del danneggiato, in rapporto alla maggiore o minore incidenza invalidante dei postumi che può derivarne.
  7. In caso di menomazioni plurime la percentuale del danno biologico permanente deve essere espressa in base alla valutazione della effettiva incidenza del complesso delle menomazioni stesse sull’integrità psico-fisica della persona, comprensiva delle limitazioni dinamico relazionali.
  8. Perdite anatomiche e perdite funzionali pur interessanti lo stesso arto, organo ed apparato possono comportare diversa quantificazione del danno biologico permanente.
  9. Le percentuali indicate nella tabella rappresentano valori orientativi medi.
  10. La eventuale riduzione della capacità lavorativa del danneggiato è categoria diversa rispetto alla quantificazione percentuale del danno biologico; essa verrà prioritariamente espressa in termini descrittivi ed eventualmente integrata da una sintesi quantitativa.

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